Gengive bianche: macchie e puntini bianchi sulle gengive, cause e sintomi
La gengiva è quella parte di mucosa masticatoria che riveste i processi alveolari delle mascelle e circonda il colletto dei denti. Il compito del tessuto gengivale, che si presenta roseo e compatto, è quello di isolare il parodonto, ovvero quell'insieme di strutture che dà sostegno al dente, dall'ambiente esterno.Il colore racconta la salute della gengiva: rosa corallo e compatta quando è sana.Pur essendo una struttura di fondamentale importanza, le gengive vengono spesso trascurate ed è frequente l'insorgere di patologie quali parodontiti, gengiviti o recessioni gengivali. Non è raro, poi, riscontrare la presenza di macchie o puntini bianchi sulle gengive. Questo tipo di manifestazioni, sebbene quasi mai sia la spia di una patologia grave, viene spesso sottovalutato, con la conseguenza di mettere a rischio la salute delle gengive. In genere, la presenza di macchie biancastre, di puntini bianchi o di bollicine bianche sulle gengive è il segno di una ipercheratosi da irritazione, di un accumulo di placca a livello subgengivale o di una afta gengivale. Altre volte può trattarsi invece di una fistola di un ascesso endodontico o parodontale o essere la manifestazione di una patologia più seria nota col nome di leucoplachia.
Gengive bianche: quali sono le cause?
La comparsa di macchie e puntini bianchi sulle gengive può dipendere da diversi fattori:
Accumulo di placca. Nella maggior parte dei casi, la comparsa di macchie bianche è dovuta a un accumulo di placca. Per eliminare la placca è fondamentale una buona igiene orale. Se la placca si accumula e non viene rimossa può infatti cristallizzare trasformandosi in tartaro, un deposito calcificato che può essere eliminato solo dal dentista.
Ipercheratosi da irritazione. Macchie bianche sulle gengive possono insorgere anche per un fenomeno di ipercheratinizzazione, un eccessivo ispessimento dell'epitelio gengivale dovuto a stimoli irritativi continui, ad esempio uno spazzolamento dei denti troppo energico o la presenza di protesi dentali rimovibili che possono causare sfregamenti sulle gengive, ma anche trattamenti particolarmente aggressivi come lo sbiancamento dentale, la presenza di malocclusioni o una masticazione eccessiva. In tutti questi casi, l'irritazione continua stimola la produzione di cheratina con conseguente ispessimento della mucosa e cambiamenti nel colore in aree più o meno estese della gengiva.
Fistola da ascesso parodontale. È una lesione caratterizzata dalla distruzione dei tessuti parodontali dovuta nella maggior parte dei casi alla presenza di una tasca gengivale infetta. L'ascesso parodontale si verifica generalmente a carico di denti già affetti da parodontite e a volte può aprirsi spontaneamente con formazione di una fistola. La fistola si presenta normalmente sottoforma di una piaga o di una vescicola ma può presentarsi anche come un puntino bianco con gengiva gonfia e dolorante. Il dente è vitale e non dolente.
Fistola da ascesso endodontico. Si verifica a seguito di un processo necrotico a carico della polpa del dente quando si ha una complicazione della carie dentaria. Nell'ascesso endodontico, rispetto all'ascesso parodontale, la sintomatologia è diversa. Anche in questo caso la gengiva si presente gonfia ma il dente risulta dolente e non vitale.
Leucoplachia. Vengono generalmente indicate come lesioni precancerose. Queste si presentano sottoforma di placche bianche piane o leggermente rialzate che possono formarsi non soltanto sulle gengive ma anche in altre aree del cavo orale. La causa principale di tali lesioni è il fumo di sigaretta. Altre cause sono il consumo di alcol, l'esposizione a polveri sottili di metalli pesanti, traumi cronici, allergie a materiali odontoiatrici, ma può avere anche cause ignote. Alcol e fumo, in particolare, hanno un'azione sinergica. L' alcol esercita infatti un'azione lesiva sulle giunzioni tra cellula e cellula, facilitando la penetrazione di sostanze cancerogene all'interno della mucosa. La leucoplachia è di solito asintomatica ma talvolta può essere responsabile di una alterazione percettiva del gusto dei cibi e di fastidi circoscritti all'area della placca. Nella maggior parte dei casi la leucoplachia non deve destare allarme, tuttavia, in caso di sospetta lesione è di fondamentale importanza una diagnosi precoce, poiché le placche in alcuni casi possono evolvere in neoplasie maligne.
Anemia. Anche l'anemia può essere causa di gengive bianche. L'anemia è una patologia che si verifica, in via generale, ogni qualvolta il sangue non è adeguatamente ossigenato. Ciò si verifica quando l'emoglobina (la proteina responsabile del trasporto dell'ossigeno) è presente nel sangue in una quantità inferiore a quella normale oppure quando i globuli rossi denotano anomalie di vario tipo (se ad esempio sono di dimensioni ridotte). Tra i principali sintomi vi è il pallore diffuso, tanto che l'attenuazione del colorito coinvolge spesso pure le gengive.
Candidosi orale o mughetto. È la più comune infezione micotica del cavo orale. Il principale responsabile è la Candida Albicans, un fungo normalmente presente nella mucosa del cavo orale e gastrointestinale. In alcune circostanze, ad esempio in seguito ad alterazioni della flora microbica orale oppure a causa di una riduzione delle difese immunitarie, la Candida si comporta da patogeno causando infiammazioni acute o croniche. La candidosi orale interessa prevalentemente i neonati ma è frequente anche tra gli anziani e gli adulti immunocompromessi. I sintomi della candidosi orale comprendono: placche biancastre, lattescenti distribuite soprattutto sul dorso della lingua e sul palato, sensazione di bruciore sulla lingua, arrossamento della mucosa orale, screpolature agli angoli della bocca, difficoltà nella deglutizione.
Afte. Si tratta di ulcerazioni delle gengive e della mucosa del cavo orale. Si presentano dapprima come vescicole rossastre, successivamente assumono l'aspetto di piccole bolle bianche e doloranti. Le zone maggiormente interessate sono la superficie interna delle guance, le gengive e il palato. La causa non è nota ma fattori predisponenti possono essere una cattiva igiene orale, disordini della flora intestinale, alterazioni ormonali, stress, condizioni di immunodepressione, trattamenti farmacologici, raramente intolleranze e allergie alimentari.
Lichen planus orale. È una patologia infiammatoria benigna del cavo orale che occasionalmente può colpire anche la pelle e le mucose genitali. Le donne di mezza età sono colpite in misura doppia rispetto agli uomini. Il lichen colpisce più frequentemente l'interno delle guance e la lingua e si può presentare in tre diverse forme. La forma più comune è quella reticolare che appare con un reticolo di linee biancastre localizzate per lo più all'interno delle guance. Altre sedi sono le gengive, il dorso e i margini linguali e il palato. Le lesioni bianche possono causare fastidio e dare la sensazione chele mucose siano ruvide e ispessite. Una seconda forma è quella del lichen erosivo. Appare con aree erose e rossastre, spesso dolenti, in particolare quando cibo piccante o acido viene a contatto con le lesioni. Questa forma è particolarmente comune sulle gengive. Un terzo tipo è il lichen a placca. Si presenta sottoforma di placche biancastre, si può osservare in qualsiasi zona della mucosa orale e simula la leucoplachia.
Fonti: emedicine.medscape.com mayoclinic.org newhealthadvisor.com G. Ficarra. Manuale di patologia e di medicina orale
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